Penso che questo testo possa essere utile agli studenti di Medicina perché prendano consapevolezza della inevitabilità della logica sfocata del pensiero clinico. Ai giovani medici che hanno iniziato la loro vita professionale e che imparano presto a convivere con il dubbio che paradossalmente non permette di essere incerti, ma spinge ad essere umili. Ai medici ospedalieri che lavorano in realtà di periferia in cui si viene chiamati ad affrontare problemi complessi non sempre perfettamente definibili, ma in cui il successo è un corretto orientamento diagnostico.
Non un semplice scherzo. Ma un messaggio educativo. Verso il medico di un piccolo centro, un’autorità riconosciuta, ma anche subita e temuta. Una presa di posizione contro la consapevolezza della forza sociale del dottor Alberto Stateri. Una barriera alla sua incontrastata possibilità di potere forzare la mano, di arrogare diritti, anche piccoli, come quello di leggere il giornale a sbafo e per primo tutti i santi giorni nella barberia di Liborio Luneri.
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